Il Mikoyan-Gurevich MiG-15 (Микояна и Гуревича МиГ-15 in caratteri cirillici) era un caccia sovieticoanni 50' che trovò ampio impiego in tutte le aeronautiche del blocco socialista. degli
Il MiG-15 rappresentò una tappa fondamentale nell'evoluzione dei velivoli da caccia sovietici, e importante per la storia dell'aviazione in senso più generale. Con questo aereo la V-VS raggiunse un livello qualitativo assai prossimo a quello statunitense e col quale nacque una stirpe di caccia doppiamente importante: per aver consentito di equipaggiare con materiale valido tutte le forze aeree del "blocco orientale" e di Paesi simpatizzanti , risultando l'aviogetto costruito nel maggior numero di esemplari, certo superiore ai 20.000 , e per aver fissato i canoni di una filosofia progettuale che finì per influenzare anche le costruzioni similari in Occidente. Questa risultava da un felice connubio tra l'utilizzazione degli ultimi risultati cui i tecnici tedeschi erano pervenuti e la tradizionale tendenza dei progettisti russi verso la semplicità e la leggerezza.
Il MiG-15 rappresentò un ottimo inizio per una intera famiglia di caccia con ala a freccia, capaci di velocità transonica in volo orizzontale e supersonica in picchiata, e pur presentando numerosi difetti rappresentò non solo un'arma temibile, ma soprattutto il punto d'avvio per realizzazioni più avanzate. Non stupisce quindi che anche aerei successivi dello stesso ufficio tecnico (che conserva ancora oggi i nomi di Artyom Ivanovich Mikoyan e Mikhail Iosifovich Gurevich, scomparsi da tempo) abbiano costituito per l'Occidente una minaccia e al tempo stesso una sfida tecnica.
Il MiG-15 era un monoreattore con presa d'aria nel muso, carrello triciclo anteriore retrattile, e con impennaggi ed ala dalla marcata freccia.
L'ala del MiG-15, con freccia di 41° sul bordo d'attacco, leggero diedro negativo (− 3°), abbastanza allungata e solo leggermente rastremata, era su profili con spessore dell'11%, costante lungo tutta l'apertura. Essa era costituita dalle due semiali e dal pianetto centrale che attraversava la fusoliera, ed era su due longheroni, di cui l'anteriore aveva una caratteristica pianta a Y, biforcandosi all'incirca ad un terzo della semiapertura. Nei vani triangolari tra i due bracci della Y ed i fianchi della fusoliera, si retraevano le gambe posteriori del carrello, ed i bracci posteriori della Y, perpendicolari all'asse del velivolo, si univano in corrispondenza della radice della semiala al longherone posteriore, cui erano articolati gli alettoni, contrappesati e bilanciati aerodinamicamente (ed il sinistro munito di aletta correttrice), e gli ipersostentatori a spacco, con angolazione massima di 55 °. L'ala era anche munita di quattro paretine antiscorrimento, estese a tutta la corda, che erano disposte le esterne poco più indentro della radice degli alettoni, e le interne circa a metà dei tronchi alari che andavano dalle prime alla fusoliera.
La fusoliera a sezione circolare, del classico tipo a guscio irrigidito in lega leggera, era costituita da due tronchi, collegati tra loro all'altezza della radice del longherone alare posteriore. Il tronco anteriore, in cui erano installate le apparecchiature radio, l'armamento e il posto di pilotaggio, era in gran parte occupato dalle canalizzazioni per l'adduzione dell'aria, che dalla semplice ed efficiente presa prodiera arrivavano al vano del reattore biforcandosi e passando sui fianchi dell'abitacolo pressurizzato. Nel medesimo tronco si ritraeva (verso l' avanti) la gamba anteriore del carrello, erano installati i serbatoi del combustibile, piazzati uno alle spalle del pilota ed uno sotto l'abitacolo, per una capacità complessiva di i 460 litri, ed erano disposti gli attacchi dell'incastellatura che portava il propulsore, che era un turboreattore Klimov RD 45 (o VK 1), con compressore centrifugo palettato su ambo le facce, nove camere di combustione e turbina monostadio, direttamente derivato dall'inglese Rolls Royce "Nene".
Il tronco posteriore della fusoliera, sui cui fianchi (in posizione alquanto arretrata) erano disposti i freni aerodinamici automatici, alloggiava il propulsore ed il suo condotto di scarico, e ad esso era collegata la deriva. A questa, che aveva struttura trilongherone, era collegato rigidamente lo stabilizzatore bilongherone, cui erano articolati i due semiequilibratori, muniti di alette correttrici. Il timone, in due elementi disposti uno superiormente ed uno inferiormente all'impennaggio orizzontale, aveva invece una piccola aletta regolabile a terra, mentre tutte le superfici mobili dei piani di coda erano munite di contrappesi alle estremità.
Il carrello, studiato per consentire l'impiego del velivolo anche su terreni sommariamente preparati, aveva gambe a braccio oscillante ed ammortizzatori oleopneumatici. Le installazioni del MiG-15 erano estremamente semplici (soprattutto sulle prime serie, diventando però successivamente più elaborate), e comprendevano radio ricetrasmittente, radiogoniometro, telebussola e radioaltimetro. L' impianto idraulico azionava gli attuatori del carrello, gli ipersostentatori e gli aerofreni, ed il pilota disponeva di impianto per l'inalazione dell'ossigeno.
Propulsione: il motore era la versione sovietica del Rolls-Royce Nene britannico, uno dei più importanti turbogetti della storia, anche e forse soprattutto poiché ebbe ad essere usato per la realizzazione dei MiG-15. In patria, esso non ebbe molte applicazioni, invece. Anche il propulsore sovietico era, come l'originale, un motore a flusso "centrifugo", con una rilevante sezione (giusto come i radiali tra i motori a pistoni) che imponeva sia una sezione rilevante alla fusoliera che lo ospitava, sia un consumo piuttosto elevato. La potenza era comunque di tutto rispetto, e il tubo di scarico, grazie all'artificio di sistemare i piani di coda orizzontali sul timone, molto grande (struttura definibile come a "T" basso), era talmente corto da non interferire in alcun modo nella spinta "netta" fornita (i tubi di scarico assai lunghi invece tendono a causare perdite sensibili, cosa molto pesante in un 'epoca di motori ancora assai scarsi a potenza erogabile).
L'impianto carburante era costituito da un serbatoio da circa 1.400 litri, autostagnante. Sotto l'ala, all'incirca in corrispondenza della radice degli alettoni, potevano venir applicati due serbatoi sganciabili da 300 litri circa.
Armi: il pesante armamento, riunito in un complesso abbassabile per facilitare la manutenzione delle armi ed il rifornimento delle munizioni, era costituito da un cannone automatico N-37, disposto sotto il fianco destro del muso, e da due NS-23 sotto quello sinistro, rispettivamente con 40 e con 160 proiettili. Il MiG-15 era dotato di collimatore giroscopico e cinemitragliatrice, disposta nel labbro superiore della presa d'aria, nel cui diaframma verticale era stato inizialmente piazzato il faro d'atterraggio. Questo, in serie successive del velivolo (che furono dotate di più complete apparecchiature elettroniche, comprendenti anche un impianto IFF), passò sotto la semiala sinistra. Il problema dell'armamento del MiG sarà fonte di innumerevoli discussioni nei successivi decenni, ma si può ben dire che esso, a parte la pesantezza e l'efficacia complessiva (specialmente contro i bombardieri), lasciava parecchio a desiderare nei confronti dei caccia nemici, ben più piccoli ed agili, l'autonomia di fuoco era poi decisamente limitata.
L'abitacolo, coperto da tettuccio scorrevole e munito di seggiolino eiettabile (ma stranamente privo di predisposizione per la tuta anti-g per il pilota), era protetto anteriormente dal blindovetro del parabrezza e posteriormente da corazzature in acciaio.
La Riproduzione ROBBE
Grazie a ROBBE anche il Mikoyan-Gurevich Mig 15 nome in codice OTAN “Fagot” entra a far parte dei NanoJets da noi offerti. Pur essendo un modello dalle modeste dimensioni il suo realismo in volo è davvero notevole.
La fusoliera è realizzata in EPP ed è già colorata.
Con il MIG-15 Nano-Jet la particolare figura è stata trasformata esattamente nel modello. Da sottolineare è la superficie ben dettagliata nei giunti in lamiera che come nell´originale sono ben rappresentati. Attraverso l´immissione d´aria del MIG-15 la ventola intubata ottiene un afflusso d´aria ottimale. Dotata di un buon motore OUTRUNNER BL, può così offrire il massimo della prestazione. Grazie all´ampio angolo di freccia alare il modello raggiunge da solo la stabilità di volo. Il MIG-15 Nano-Jet un classico che entusiasmerà molti appassionati.Esaustivo manuale di istruzioni al montaggio ricco di foto e facile comprensione.